" [...] In un mondo che spesso semplifica, giudica e polarizza,
“Segreti e ritratti” celebra il mistero, l’individualità e la connessione.
La forza del progetto risiede quindi nell’invito a guardare oltre le apparenze,
a rispettare l’ignoto e a scoprire un po’ di noi stessi in quei volti sconosciuti."
“Segreti e ritratti” celebra il mistero, l’individualità e la connessione.
La forza del progetto risiede quindi nell’invito a guardare oltre le apparenze,
a rispettare l’ignoto e a scoprire un po’ di noi stessi in quei volti sconosciuti."
SEGRETI E RITRATTI è un progetto fotografico analogico che indaga la società, con le sue paure e verità nascoste, affidandosi alle parole e ai volti delle singole persone. Si tratta di un lavoro in divenire e svolto in serie, che vuole dare ascolto a una moltitudine di voci, quelle di coloro che ho incontrato per le strade e che hanno accettato di farsi fotografare e di affidare un loro “segreto” alla mia bottiglia, trasparente eppure così protettiva.
I segreti sono infatti custoditi per un po’ al suo interno, così come i ritratti sono tenuti al sicuro nel rullino, nell’attesa che questo venga sviluppato e riveli l'aspetto di coloro che hanno partecipato.
I segreti sono infatti custoditi per un po’ al suo interno, così come i ritratti sono tenuti al sicuro nel rullino, nell’attesa che questo venga sviluppato e riveli l'aspetto di coloro che hanno partecipato.
Per ora, il progetto si compone di 160 ritratti e altrettanti segreti che, seppur rivelati e resi pubblici,
mantengono l’anonimato, dando vita a un interessante ossimoro: il “pubblico” che rimane “privato".
Nessuno, infatti, conoscerà mai la corretta combinazione tra segreti e volti.
Ne derivano due principali livelli di interpretazione. Il primo, più immediato, è la consapevolezza che ognuno di noi affronta preoccupazioni, traumi e paure. Questo riconoscimento crea un senso di appartenenza, che fa sentire chi si imbatte in questo lavoro più compreso e meno solo.
C’è poi un altro interessante aspetto, che ha a che fare con i pregiudizi che ognuno di noi porta con sé e ai quali silenziosamente crede. Sebbene l’istinto ci spinga a tessere fili invisibili tra segreti e volti, i preconcetti che guidano queste associazioni vacillano di fronte all’immensità delle possibilità. Un numero così vasto di combinazioni dissolve ogni certezza.
Questo progetto, dunque, non si limita a essere una raccolta di immagini e confessioni, ma diventa una riflessione profonda sulla complessità dell’essere umano e sull’impossibilità di ridurre qualcuno a una semplice etichetta. È un invito a mettere in discussione i pregiudizi che portiamo con noi, a riconoscere che ciò che vediamo in superficie è solo una piccola parte di ciò che una persona realmente è.
mantengono l’anonimato, dando vita a un interessante ossimoro: il “pubblico” che rimane “privato".
Nessuno, infatti, conoscerà mai la corretta combinazione tra segreti e volti.
Ne derivano due principali livelli di interpretazione. Il primo, più immediato, è la consapevolezza che ognuno di noi affronta preoccupazioni, traumi e paure. Questo riconoscimento crea un senso di appartenenza, che fa sentire chi si imbatte in questo lavoro più compreso e meno solo.
C’è poi un altro interessante aspetto, che ha a che fare con i pregiudizi che ognuno di noi porta con sé e ai quali silenziosamente crede. Sebbene l’istinto ci spinga a tessere fili invisibili tra segreti e volti, i preconcetti che guidano queste associazioni vacillano di fronte all’immensità delle possibilità. Un numero così vasto di combinazioni dissolve ogni certezza.
Questo progetto, dunque, non si limita a essere una raccolta di immagini e confessioni, ma diventa una riflessione profonda sulla complessità dell’essere umano e sull’impossibilità di ridurre qualcuno a una semplice etichetta. È un invito a mettere in discussione i pregiudizi che portiamo con noi, a riconoscere che ciò che vediamo in superficie è solo una piccola parte di ciò che una persona realmente è.
In un mondo che spesso semplifica, giudica e polarizza, “Segreti e ritratti” celebra il mistero, l’individualità e la connessione. La forza del progetto risiede quindi nell’invito a guardare oltre le apparenze,
a rispettare l’ignoto e a scoprire un po’ di noi stessi in quei volti sconosciuti."
a rispettare l’ignoto e a scoprire un po’ di noi stessi in quei volti sconosciuti."
PERCHÉ L'ANALOGICO?
Segreti e ritratti è un progetto realizzato esclusivamente su pellicola, una scelta tutt'altro che casuale.
Così come la bottiglia protegge i segreti di coloro che li scrivono, allo stesso modo il rullino ne tutela l’immagine e l’identità per un tempo indefinito che va dall’attimo in cui l’otturatore si chiude fino allo sviluppo della pellicola.
Questa scelta ha comportato un rischio elevato: sarebbe bastato perdere anche un solo ritratto per compromettere la validità e la credibilità dell’intero progetto, dal momento che questo si fonda sulla certezza che ad ogni ritratto corrisponde un segreto specifico. Si sono verificati alcuni errori lungo il percorso, affrontati come possibile, privilegiando la coerenza e la riuscita del progetto. Infatti, pur trattandosi di un progetto fotografico, la tecnica occupa un ruolo secondario rispetto alla ricerca sociale, che riveste invece un ruolo di maggior importanza.
Così come la bottiglia protegge i segreti di coloro che li scrivono, allo stesso modo il rullino ne tutela l’immagine e l’identità per un tempo indefinito che va dall’attimo in cui l’otturatore si chiude fino allo sviluppo della pellicola.
Questa scelta ha comportato un rischio elevato: sarebbe bastato perdere anche un solo ritratto per compromettere la validità e la credibilità dell’intero progetto, dal momento che questo si fonda sulla certezza che ad ogni ritratto corrisponde un segreto specifico. Si sono verificati alcuni errori lungo il percorso, affrontati come possibile, privilegiando la coerenza e la riuscita del progetto. Infatti, pur trattandosi di un progetto fotografico, la tecnica occupa un ruolo secondario rispetto alla ricerca sociale, che riveste invece un ruolo di maggior importanza.